LA RANDONNÉE dei titani

Questo racconto di Antonio D’Ambrosio ci porterà a pedalare per 600 km tra Calabria e Sicilia, dall’Aspromonte all’Etna, attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi di queste due regioni.

Antonio D’Ambrosio vive a Napoli, funzionario della Polizia di Stato e insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica per meriti di servizio, appassionato di ciclismo si è avvicinato al mondo delle randonnée e con questo 600 km ha conquistato la maglia della Nazionale Randonneur. Nei suoi programmi a lungo termine ci sono la Sicilia No Stop e la Parigi Brest Parigi. Antonio è esperto di viabilità e codice della strada, si dedica ai giovani andando nelle scuole ad insegnare le regole della circolazione stradale e promuovendo l’uso della bicicletta e della mobilità sostenibile. Ha fondato la Associazione ETESIA che si occupa di minori ed ha anche un ramo sportivo. Antonio, in questa sua meritoria attività, porta lo spirito delle randonnée, attraverso i suoi racconti, tra i giovani.

Questa la sua randonnée dei Titani

10-11 luglio 2021, date che resteranno sempre impresse nella mia mente e che mi ricorderanno per sempre una mia straordinaria impresa sportiva. Nei suindicati due giorni è stato fissato lo svolgimento dell’evento sportivo, sotto l’egida dell’ARI (Audax Randonneurs Italia) e dell’A.C.P. (Audax Club Parisien, La Rando dei Titani: 600 km e 10.000 mt di dislivello da completare in 42 ore. Riuscire a conquistare questa Rando ed ottenere il relativo brevetto è per me di vitale importanza, perché avendo già ottenuto i brevetti per le distanze 200 km, 300 km e 400 km, significa essere ammesso nella Nazionale Italiana Randonneur e rappresentare quindi l’Italia in eventi internazionali.

Ho scelto di partecipare a questa Rando perché l’ho trovata completa sotto tutti i punti di vista: sia sportivi,  poiché  abbastanza impegnativa per il forte e alto dislivello e, quindi, per me un ideale banco di prova finalizzato a testare le mie possibilità, ma anche piacevole dal punto di vista culturale in quanto l’organizzatore, l’ottimo Domenico Errigo, ha disegnato un percorso che ci porterà a vedere gli scorci naturali più belli  di due Regioni quali Calabria (Aspromonte) e Sicilia (Etna). Mentre la fatidica data si avvicina sempre di più cresce la tensione e cerco di scegliere che strategia adottare: strategia più dolce e comoda, usufruendo, quindi, di albergo per dormire un po’ e ristoranti per trovare cibo pronto, o di seguire una strategia più Randagia. Le differenze sono notevoli perché la strategia comoda se, da un lato, ti permette di riacquistare più in fretta le forze, dall’ altra parte ti porta ad aumentare l’andatura per recuperare il tempo delle soste e, quindi, puoi non goderti tutto quello che di bello incontro per strada. Mentre lo stile più randagio ti permette di avere una andatura più lenta e fermarti spesso per ammirare e saziarti di tutto ciò che di bello si incontra. Io ho scelto lo stile randagio e non me sono pentito perché ho ammirato albe e tramonti su Aspromonte e Etna che sono un qualcosa di meraviglioso che difficilmente dimenticherò e che spazzano via stanchezza e sonno.

L’Etna, inoltre, mi ha regalato anche una piacevole e nuova sensazione: dal vulcano che è attivo, nei giorni precedenti l’evento, è fuoriuscita una enorme quantità di lava e cenere; la cenere, molto leggera, si è depositata sulla strada di accesso al vulcano e, mano a mano, si saliva, di notte fonda, su al Rifugio Sapienza a 2000 mt di altezza, è diventata così densa non solo da coprire l’asfalto ma ha formato uno strato così spesso dove la bici affondava e si bloccava. Sembrava di essere sulla Luna avvolti dalle tenebre con le sole stelle a farmi compagnia. Così macinando Km su Km mi avvicinavo sempre più all’arrivo vivendo un’altra bella e interessante esperienza.

L’orario di arrivo coincideva con la finale Italia-Inghilterra del campionato europeo di calcio e notavo nelle cittadine che attraversavo un certo fermento con un gran via-vai di persone che ritornavano in fretta a casa per vedere la partita e poi lo spopolamento totale dove echeggiava, per le strade vuote, la telecronaca della partita dai televisori messi al massimo volume. Con le strade libere e sgombre ho percorso gli ultimi 30 km ad una andatura inusuale per la stanchezza fisica che comunque era presente, spingendo i rapporti lunghi con una grande forza muscolare che sembrava non venire mai meno ma che anzi aumentava sempre più e che mi spingeva per arrivare preciso all’arrivo.

E così verso le 23.00 sono giunto dove vi era l’ultimo QR-Code da scansionare e dove si sarebbe registrato poi il mio tempo totale. E lì mi sono abbandonato al delirio più totale, il mio urlo di gioia si è accomunato con quello delle altre persone euforiche per la vittoria di calcio ed è stata una festa per tutti. Non so se l’Organizzatore Domenico Errigo avesse previsto anche tutto questo ma questa mia esperienza non poteva avere un finale più bello ed entusiasmante che resterà per sempre impressa nella mia memoria.  

Antonio D’Ambrosio

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