BIKEPACKING: IL SALE SULLE RUOTE

Maurizio Bruschi ci parla della sua creatura, “Il Sale Sulle Ruote”, presentandoci un altro ramo del mondo randagio: il bikepacking. Randagio amante delle sfide “wild” a contatto con la natura e di pura sussistenza, predilige questo tipo di viaggi senza alcun tipo di supporto, dormendo dove capita immerso nella natura e caricando la sua bici di tutto il necessario alla sopravvivenza.

Organizzatore di ben due Super Randonnée in Liguria, la SR dei Monti Liguri di Levante e la SR dei Monti Liguri di Ponente, Maurizio propone il Sale sulle Ruote come evento solidale, a dimostrazione che la bici non fa soltanto bene al singolo individuo, ma può anche dare un contributo positivo ad un’intera comunità.

Che cos’è esattamente il “Sale sulle Ruote”? di cosa si tratta?

Il Sale sulle Ruote è una evento di bikepacking “solidale”.Ovvero una manifestazione ciclistica non competitiva di lunga distanza senza supporto e limite di tempo che si svolge su strada. Il percorso della prima edizione abbracciava l’intera regione Ligure, attraversandone le riviere,  gli Appennini e le Alpi. Solidale perché ha una finalità prettamente benefica.

Che cos’è un bikepacking?

La parola anglosassone bikepacking si riferisce a chi viaggia in bicicletta senza utilizzare i portapacchi necessari per trasportare le grandi borse da cicloturismo. Nel bikepacking le borse vengono direttamente “appese alla bicicletta” e  generalmente comprendono la borsa  a manubrio, da sottosella,  da telaio (posta all’interno del triangolo anteriore del  telaio)  e in alcuni casi nei viaggi più lunghi, le borse legate alla forcella e/o ai foderi posteriori.  Essendo i bagagli vincolati saldamente alla bicicletta e per così dire “interni della sua sagoma” questo tipo di assetto è particolarmente adatto per percorrere percorsi fuoristrada e/o lunghe distanze in tempi brevi.  Chiaramente il volume massimo dei bagagli  a disposizione è piuttosto limitato per cui bisogna viaggiare leggeri con lo stretto indispensabile. Nell’ambito delle manifestazioni ciclistiche si utilizza questo termine per indicare genericamente tutti quegli eventi senza supporto di lunga distanza sia che si svolgano su strada o fuori strada. Altra peculiarità comune di queste manifestazioni è generalmente l’assenza di limiti di tempo. Ogni partecipante viaggia al suo ritmo scegliendo quando e dove rifornirsi e riposarsi.

In Italia è ben poco sviluppato: ci si può aspettare uno sviluppo?

Sono fermamente convinto che a breve in Italia il bikepacking esploderà come nei vari paesi europei ed extra-europei. D’altra parte al nostro paese non mancano di certo gli straordinari territori dove svolgerli,  senza contare a tutto ciò che vi gravita attorno come ad esempio la cultura del buon cibo e della bellezza.  In fatti ogni anno, soprattutto per percorsi fuori strada,  nascono nuovi eventi di bikepacking piccole realtà fortemente legate al territorio in cui si svolgono che poco hanno ad invidiare alle più note manifestazioni che si svolgano da tempo oltre gli Italici confini.

Come ti è venuta l’idea del Sale sulle Ruote? E perché lo definisci un evento “solidale”

Nell’ultimo periodo, purtroppo, abbiamo compreso sulla nostra pelle quanto sia importante fare ricerca in ambito sanitario. Da anni lavoro come ricercatore per La Fondazione Malattie Renali del Bambino ONLUS  (FMRB) presso il laboratorio di Nefrologia Molecolare dell’ospedale pediatrico Giannina Gaslini.  L’FMRB è stata fondata nel 2004 dalla Professoressa Rosanna Gusmano ed ha come scopo il promuovere e sviluppare la ricerca scientifica nel settore delle malattie renali del bambino. Ahimè fare ricerca ha costi notevoli ed ottenere finanziamenti per farla è sempre più difficile. Da anni avevo “puntato” uno strumento all’avanguardia nella realizzazione di svariati saggi biochimico-clinici utili non solo per la ricerca, ma anche la diagnosi precoce e il continuo  monitoraggio clinico dei pazienti pediatrici affetti da malattie renali croniche. La peculiarità di questo strumento, il FREEDOM EVO della TECAN, è quella di essere un robot facilmente programmabile per compiere svariate routine in contemporanea e di essere in grado di  integrarsi con molteplici altri strumenti. Inoltre essendo un sistema robotico è estremamente preciso, veloce e può lavorare H24 consentendo così ai vari operatori di dedicarsi ad altre mansioni. Dato il notevole costo di questa piattaforma robotica avevo presentato diverse richieste di finanziamenti nazionali ed europei, ma ancora non riuscivo ad avere l’intera cifra. Così ho proposto al Presidente di FMRB (Dr Enrico Verrina) di realizzare una manifestazione ciclistica che avesse questo scopo.   Ad essere sincero, dopo aver realizzato le due Super Randonnée dei Monti Liguri, era un po’ che desideravo fare una manifestazione ciclistica su strada per far conoscere il territorio Ligure adatta ad un ampio pubblico senza supporto e limiti di tempo, ma la parte organizzativa mi spaventava un po’.  Ora con questo nobile obbiettivo non potevo tirarmi indietro.

Qual è l’identikit del ciclista che partecipa?

Tutti i ciclisti che partecipano ad un evento di bikepacking hanno in comune quell’insana e travolgente passione per la fatica che li porta ad esplorare luoghi sconosciuti e non dall’alto della sella della propria bicicletta portando con sé un bagaglio a dir poco minimale.  Naturalmente, un’altra caratteristica comune, è quella di voler fare tutto ciò sfruttando l’arte dell’arrangiarsi o per dirlo in termini “moderni” del self-powered o unsupported…..ogni volta rimango sorpreso dai problemi che ho visto risolvere nei più diversi eventi di bikepacking su strada e fuoristrada con del nastro telato ed una manciata di fascette di plastica. Per il resto ogni partecipante e diverso dall’altro. C’è chi nonostante l’assenza di limiti di tempo e classifiche cerca di percorrere il percorso nel minor tempo possibile. Cercando di realizzare una vera e propria sfida sportiva contro i propri limiti, dormendo il meno possibile, riposandosi su panchine o ai margini della strada e pedalando giorno e notte. Altri invece voglio utilizzare tutto il tempo che si possono permettere, pedalando esclusivamente di giorno in modo da gustarsi pienamente il territorio che stanno attraversando e che non vogliono rinunciare al piacere di mangiare in tranquillità con le gambe sotto un tavolo e del dormire in un comodo e pulito letto.

Che cosa si aspetta il partecipante?

Ai partecipanti de il Sale sulle Ruote cerco di offrire quello che mi aspetto io da un qualsiasi evento di bikepacking. Pochissime regole, un iscrizione dal costo contenuto (che in questo caso è andato in beneficienza) e soprattutto un tracciato che attraversa panorami affascinati, a volte poco noti,  il più possibile a basso traffico veicolare e niente altro. D’altra parte sono eventi senza supporto, sapersi arrangiare e risolvere i vari problemi che si possono incontrare lungo il percorso fa parte del gioco.

Quali sono i principali commenti di coloro che hanno partecipato all’edizione zero?

Devo dire che tutti i partecipanti sono rimasti affascinati dal tratto del percorso che attraversava il parco Nazionale delle Cinque Terre. Una sottile striscia di asfalto a picco sul mare che taglia i terrazzamenti delle vigne dell’estremo Levante Ligure. Quando poi hanno saputo che la terra di quelle terrazze e di riporto ne sono rimasti  letteralmente sbalorditi. Infatti, in molti non sanno che quelle terrazze sorgono sulla nuda scogliera. Nel corso dei secoli il duro lavoro dell’uomo a eretto i vari chilometri di muretti a secco che venivano riempiti di terra portata dal vicino entroterra in modo da avere una porzione di territorio coltivabile con un ottima esposizione. Altro commento positivo riguardava invece l’entroterra in generale. Quella parte di Liguria generalmente sconosciuta, poco frequentata fatta di paesini arroccati come nidi d’aquile e dove puoi percorrere molte decine di chilometri senza incontrare un anima. Dove si ha l’opportunità di vedere l’arco Alpino e il mar Ligure, e se si strizzano un po’ gli occhi anche la Corsica, il tutto nel solo volgere il capo da destra a sinistra e vice versa .

Hai avuto degli aiuti nell’organizzare questo evento? E quali sono stati i risultati della beneficienza?

Per mia fortuna, nella realizzazione de il Sale sulle Ruote sono stato affiancato da Chiara, Barbara e Gaby rispettivamente segretarie ed addetta alle manifestazioni FMRB. In particolare, Gaby ha fatto un grande lavoro di marketing, che io non sarei mai stato in grado di fare, riuscendo a recuperare la cifra che mancava per l’acquisto del FREEDOM EVO della TECAN (circa cinquemila euro), dei gadget da dare ai partecipanti ed infine di portare la presentazione de il Sale sulle Ruote alla conferenza stampa dell’82° Giro dell’Appennino organizzato dall’Unione Sportiva Pontedecimo Ciclismo.

Dato il successo del connubio tra evento ciclistico e beneficienza insieme ad FMRB siamo lieti fin da ora ad invitarvi alla seconda edizione de il Sale sulle Ruote manifestazione di bikepacking solidale a supporto della ricerca scientifica nel settore delle malattie renali in età pediatrica..

BRINDISI. Maurizio insieme ai finisher della prima edizione de “Il sale sulle ruote”

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...