LUPI SOLITARI E LUPI DA BRANCO

A cura di Ivan Folli

Yes indeed I’m alone again
And here comes emptiness crashing in
It’s either love or hate
I can’t find in between…

For now it’s just another lonely day…

Sì davvero sono di nuovo solo
E qui arriva il vuoto a schiantarsi
O è amore o odio
Non so trovare una via di mezzo…

Per adesso è solo un altro giorno solitario…

E’ sulle malinconiche note della canzone di Ben Harper che apriamo il microfono sulle frequenze di Rando Freccia per il nostro terzo appuntamento.
‘Another lonely day’ casca a pennello per il tema di questa sera, perché proveremo a capire insieme i pro e i contro dell’affrontare una randonnée da soli o in compagnia.

Credo, prima di tutto, ci siano randagi che sono di natura lupi solitari, mentre altri che per indole sono lupi da branco. Cosa cambia? Cos’è meglio?

Personalmente credo che entrambe le situazioni, abbiano i loro pro e contro.

Siete pronti dunque? Allacciamo lo scarpino e partiamo…

I lupi solitari generalmente sono persone introverse, taciturne e che non risentono particolarmente dei momenti di solitudine e di silenzio che inevitabilmente si vengono a creare durante le tante ore trascorse in sella. Intendiamoci: non sono persone che non vanno d’accordo con gli altri o che hanno un’innata repulsione verso il prossimo, semplicemente stanno bene da soli. L’incedere solitari durante una randonnée sicuramente offre la possibilità di procedere al ritmo che si preferisce, di fermarsi dove, quando e quanto se ne ha voglia, di godersi appieno il panorama che via si snoda davanti agli occhi. Ci sono solo aspetti positivi quindi? Non proprio. Non è facile, per esempio, quando si è soli, superare la classica botta di sonno, o una crisi passeggera. In quei frangenti, si sente prepotentemente la mancanza di qualcuno accanto che ci distragga, ci sostenga, o semplicemente che ci permetta di scambiare quattro chiacchiere e interrompa quell’improvviso silenzio che si è venuto a creare attorno e dentro di noi.
Procedere da soli, inevitabilmente, ci espone anche a “maggiori rischi” nel caso di un guasto al mezzo, di una caduta o banalmente nel non rendersi conto di aver sbagliato strada. Con un compagno di viaggio accanto, sicuramente avremmo una mano in caso di bisogno, o visto che quattro occhi vedono meglio di due, magari prenderemmo la direzione giusta.
Non ultimo, come naturale, da soli tendenzialmente si tiene un ritmo più basso rispetto a un gruppetto, soprattutto nei tratti pianeggianti, allungando così i tempi di percorrenza.

E in compagnia invece? Sono tutte rose e fiori? Non direi. I lupi da branco sono tendenzialmente persone più estroverse e solari, più goliardiche magari. A volte anche più competitive, nel senso che nasce una vera e propria sfida tra i membri di uno stesso gruppo o nei confronti di un altro, ignaro, gruppetto.
Procedere insieme ad altre persone sicuramente contribuisce a distrarci dalla fatica, ad avere un aiuto certo n caso di necessità, a tenere un ritmo più sostenuto, ma allo stesso tempo ci costringe ad adeguarci reciprocamente al prossimo e prestare più attenzione a “dove mettiamo le ruote”, a discapito dei panorami. E’ fondamentale, all’interno di una seppur piccola comunità, trovare un punto di incontro e di equilibrio sulla velocità da tenere, su quando e quanto fermarsi, quando ripartire. Bisogna insomma smorzare i propri spigoli dettati dalle proprie abitudini e venirsi incontro a vicenda. Non è raro sentire di persone che, lungo la strada, causa anche la stanchezza e la poca lucidità, arrivano a litigare o battibeccare, il più delle volte per quisquiglie che si dimenticano una volta tagliato il traguardo. Insomma se da un lato avere un fido scudiero ci da più sicurezza, dall’altro ci costringe ad adeguarci reciprocamente. Se ci si trova bene con una o più persone, non è raro stringere nel tempo un legame collaborativo e duraturo che porti le stesse persone ad affrontare insieme diverse rando. Una sorta di piccola azienda, o meglio una seconda famiglia.

Menzione a parte meritano invece una particolare categoria di persone: quelle che sono coppie nella vita di tutti i giorni e, condividendo la medesima passione, prendono parte alla stessa manifestazione ciclistica. Chiaramente si ritroveranno a procedere fianco a fianco anche nella randonnée, mettendo così a dura prova la loro convivenza anche una volta scesi di sella. Già perché quando si è stanchi, assonnati, affamati, stressati da tutte le ore pedalate, è molto facile arrivare a discutere, magari attaccandosi per dissidi e dissapori che nulla hanno a che vedere con la bicicletta. Bisogna sempre cercare di riflettere, mantenere la calma e tenere presente che da un lato non puoi dire all’altro “Ognuno per i fatti suoi” e che una volta a casa “Poi facciamo i conti”. Insomma, meglio fare un respiro profondo, non correre rischi e ricordare che più aumentano le distanze, più cresce la possibilità di perdere le staffe. Quindi è fondamentale, nei giorni che precedono la manifestazione, non tenere comportamenti che possano in qualche modo urtare il partner e che potrebbero ritorcersi contro nel momento meno opportuno.

Un’ultima categoria, che poi forse è un po’ un misto tra tutte quelle appena citate, sono quei randagi solitari che, lungo la strada, incontrano e si uniscono a occasionali compagni di viaggio notando, dopo chilometri e chilometri appaiati in rigoroso silenzio, di avere lo stesso passo e di prevedere una sosta nello stesso punto. Non può che essere un segno del destino, no? E allora si va avanti insieme, raccontandosi reciprocamente e conoscendosi metro dopo metro, ma “Sentiti libero di andare o fermarti senza problemi, sia chiaro…”.

Insomma, come avrete capito, non esiste la formula perfetta per le randonnée. Ognuno deve viverla a seconda del suo carattere e, chi ha trovato lungo la strada un fido scudiero e compagno di viaggio, se lo tenga stretto!

Non dico che dividerei una montagna
Ma andrei ‘in bici’ certamente a Bologna
Per un amico in più
Per un amico in più

Perché mi sento molto ricco e molto meno infelice
E vedo anche quando c’è poca luce
Con un amico in più
Con il mio amico in più…
”.

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