FORMULa RANDOM: AMORE E ODIO

a cura di Mino Repossini e Luca Bonechi

Le Random hanno generato non poche reazioni. Per fortuna, quasi sempre positive. Di cosa si tratta, lo sappiamo tutti: la finestra di partenza può essere dilatata fino a 24 ore e si può prendere il via dai vari punti di controllo e non solo dalla partenza principale.  L’organizzatore ha la facoltà di decidere se adottare questo sistema o parte di esso.

Tutto è reso possibile dal sistema Icron che gestisce on line (con la tecnologia del QR code) e in tempo reale i timbri dei checkpoint.

Luciano Silva è la mente che ha intuito questo tipo di modalità, Mino Repossini è l’autore del nome e il Consiglio Direttivo di Ari ha capito subito le enormi potenzialità di questa idea.

Questo metodo permette al ciclista di godere della massima libertà, nel senso che può decidere di partire all’orario che preferisce nell’arco del weekend e dal luogo a lui più consono.

Luciano Silva, ideatore del metodo Random

Si tratta di una via di mezzo tra la randonnée tradizionale e il brevetto permanente. Nello spirito assomiglia molto a quest’ultimo, ma svolgendosi in una determinata data, può essere omologato anche come una rando ufficiale ACP. Il ciclista è portato ad essere autonomo e indipendente, come avveniva agli albori della nostra specialità.

Al contempo, l’organizzatore ha uno strumento eccezionale per monitorare i partecipanti. Non essendo presidiati da persone in carne e ossa, i controlli possono anche essere moltiplicati, rendendo vetusto il ricorso al controllo segreto.

Le random si sono dimostrate particolarmente adatte a rispettare il distanziamento nel periodo di pandemia da covid. Grazie a loro, si è potuto ripartire con un protocollo adeguato a tutelare le misure di sicurezza.

Ad alcuni non piace, a molti altri si.

E’ parere di chi scrive che la vera contropartita a questo sistema è la rinuncia alla socialità. Non è del tutto vero che i randonneurs siano dei solitari: a loro piace essere autonomi e non dipendere da nessuno; del resto ne fanno un vanto il sapersela sempre cavare in ogni situazione. Tuttavia, amano incontrarsi, incrociarsi, salutarsi, sfottersi e trovarsi magari all’arrivo e raccontarsi di quanto è successo sulla loro strada.

Raramente il pasta party è andato oltre la più comune pasta al pomodoro, ma quanto ci manca! Ci mancano persino le crostatine sfigate del discount con la loro quasi inevitabile acidità di stomaco..

Le random hanno portato un’altra conseguenza: uno sviluppo non pianificato e solo parzialmente preventivato. Potendo fare la rando al sabato, i ciclisti hanno a disposizione la domenica per farne un’altra. Diverse persone hanno rilevato in questo una stortura del sistema, specialmente in ottica di Campionato Italiano. E’ stata avanzata la proposta di inserire una regola che imponga la validità di una sola randonnée per weekend ai fini del punteggio del campionato. Se accettiamo e premiamo un ciclista che in un weekend porta a termine una 600 km, perché dovremmo penalizzarne uno che fa due 200 km? E poi: se qualcuno (per ipotesi) organizzasse una randonnée di lunedì, come dovrebbe comportarsi chi assegna i punteggi? Anche in quel caso, un ciclista potrebbe fare una rando (e quindi punti) alla domenica e una al lunedì. Fare due rando in due giorni è estremamente faticoso, ma probabilmente non meno che fare una 400, una 600, un’extreme o tante altre prove a cui ci siamo abituati.

Chi persegue la classifica del campionato italiano avrà di sicuro un bel daffare, ma questa tendenza è in corso ormai da anni. Forse, di fronte a certi accanimenti, dovremmo mettere in discussione il campionato stesso.

Si leggono tanti commenti sui social ed è giusto che sia così. E’ giusto che qualcuno abbia idee diverse e a qualcun altro questa formula non piaccia. Voglio solo spezzare una lancia a favore di chi l’ha messa in opera, perché l’ha fatto con passione e con la voglia di creare qualcosa di positivo. Può non essere perfetta e avere dei difetti, ma non merita assolutamente gli insulti che talvolta si leggono. Specialmente quando chi scrive le critiche ha sempre pensato solo a se stesso e fa congetture assolutamente infondate.

Chiudo questo articolo con l’augurio che queste mie considerazioni possano avere un contraddittorio e un confronto. Mi piacerebbe dare inizio a un dibattito e sentire opinioni a favore o contro. Mi auguro solo che chi interviene mantenga il massimo rispetto per le idee altrui.

Luca Bonechi

<< Discutiamo di tutto con spirito costruttivo cercando di migliorare una esperienza che è al primo anno e che non snatura affatto lo spirito che anima la nostra comunità ma, al contrario, ha consentito ad organizzatori e ciclisti di poter continuare una attività sportiva nel massimo della sicurezza in un periodo del tutto particolare.

C’è da dire che, senza Random, una pedalata in solitaria o con i rulli sarebbe stata l’unica opportunità ed allora si che le polemiche avrebbero avuto piena cittadinanza! >>

Un commento

  1. Domenico Aurisicchio

    Credo di essere stato uno dei primi ad utilizzare questo nuovo sistema di controllo. Da subito, come ho avuto occasione di argomentare, l’ho trovato efficace per almeno tre motivi fondamentali: possibilità di partire nelle 24 ore davvero scaglionati evitando gli assembramenti, anche a prescindere dal covid; monitoraggio costante dell’organizzatore senza far aspettare per ore ai vari controlli il personale; novità assoluta di poter partire da un qualsiasi punto di controllo e in orario comodo (ovviamente rispettando l’arco di tempo a disposizione). Su questo ultimo punto credo sia opportuno chiarire e precisare questa possibilità indipendentemente da quanto prevede l’organizzatore. Specificamente alla Rando Sannita in programma il 19 e 20 giugno 2021 è stato stabilito (imposto) l’orario di partenza dalle 07:00 alle 08:00 del 19 o 20 unicamente dal punto di partenza della Randonnèe con la seguente motivazione: per provvedere ai ristori. Va da se che inevitabilmente si creano assembramenti da evitare a prescindere dal covid e non intasare le strade. Ad una mia richiesta che non mi interessano i ristori mi viene negata la partenza a 10 km da casa obbligandomi a raggiungere la sede di partenza a circa 100 km di distanza.
    Le partenze nelle 24 ore consentono la partecipazione di persone che magari hanno impegni il sabato mattina o la domenica o preferiscono viaggiare nelle ore serali o notturne. Fino ad ora ho utilizzato questa modalità e mi son trovato benissimo non capisco perché in quella Randonnèe non la vogliono fare adottare.
    Altrimenti dovrebbero farla in modo tradizionale e quindi il partecipante si regola di conseguenza. Rinnoverò la richiesta.

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